Il titolo di
un libro di attività motoria di qualche anno fa, “Il mio sport non è il tuo”,
riassume perfettamente l’aspetto fondamentale di cosa deve essere l’allenamento
di bambini e ragazzini e che spesso gli adulti dimenticano.
Lo sport dei
bambini non è il nostro perché sono diversi dagli adulti oltre che dal punto di
vista fisico, anche dal punto di vista della mente e quindi delle emozioni, ma
è diverso soprattutto nell’obiettivo.
L’adulto
pratica sport non solo per piacere ma anche per motivi di salute, di estetica,
di agonismo … il bambino gioca e basta !!!
Un professore
all’università ci disse tempo fa :”Se volete capire realmente come si svolgono
i più svariati movimenti nelle condizioni più diverse, andate al parco ed
osservate i bambini che giocano, vedrete salti e ne apprezzerete la rincorsa,
vedrete corse, lanci e giochi, capirete cosa fare”.
Far fare
sport ai nostri bambini è un percorso che fa crescere più l’operatore che i
bambini, perché per insegnare loro i fondamenti di uno sport oppure un
esercizio coordinativo come camminare su di una trave, dobbiamo immedesimarci
in loro, capire i loro bisogni, cosa vogliono fare oggi, cosa a loro piace.
Bisogna raggiungere i nostri obiettivi stimolando le loro capacità, la loro
libertà e sfruttando i giochi che a loro piacciono.
Si impara a
camminare su di una trave dopo aver corso insieme all’indietro contando i passi
a voce alta, dopo aver imparato a battere le mani stando in equilibrio su di
una sola gamba, dopo aver chiesto all’istruttore “facciamo una gara, io corro
tra i conetti poi salto sul materassone e tiro la palla nel cesto prima di
te!”.
E’ un
percorso che deve mirare ad accompagnare i nostri piccoli campioni a prendere
coscienza di se, ad aver voglia di giocare con altri bimbi ed a sviluppare i
loro talenti perché, diciamoci la verità solo se nasci come Usain Bolt potresti
diventare Usain Bolt se trovi le persone giuste nel cammino della tua crescita.
Per far
questo bisogna conoscere le fasi di crescita fisica, psicologica e neurologica,
rispettarle e sapere che tutti i bimbi sono diversi, c’è chi rispetta
fedelmente le tabelle di crescita, chi è più timido, chi è precoce.
Bisogna conoscere
le patologie della crescita (scoliosi, dorso piatto, scapole alate, ginocchio
valgo,ginocchio varo, piede cavo, piede piatto, sovrappeso ed obesità) per
aiutare eventualmente la famiglia ed il nostro young champion.
La proposta
dovrà essere prevalentemente ludica, con l’obiettivo di stimolare la
coordinazione e la rapidità insieme alla socializzazione, sappiamo infatti che
tra i 5 ed i 9 anni stimolare la forza incide in maniera blanda sul trofismo
(crescita e sviluppo) muscolare, stimolare la resistenza ha scarsi risultati
perché l’organismo non è pronto, mentre dopo i 10 anni si può incidere molto
sulla mobilità articolare, sulla velocità e sulla resistenza alla velocità.
Tutto questo
porta a evidenti benefici:
·
Corretta
postura
·
Migliore
scioltezza
·
Aumento
della massa magra e riduzione di quella grassa
·
Corretta
regolazione del senso di appetito
·
Miglioramento
della circolazione del sangue
·
Miglioramento
della funzione respiratoria
·
Buon
controllo emotivo
·
Valida
autostima
·
Buona
capacità di socializzazione
In somma, lo
sport ci permette di preparare i nostri bambini al loro futuro in salute fisica
e psichica, purché sia il loro sport, non il nostro.
Guglielmo Formichella
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