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sabato 6 luglio 2013

Lo sport per i nostri bambini


Il titolo di un libro di attività motoria di qualche anno fa, “Il mio sport non è il tuo”, riassume perfettamente l’aspetto fondamentale di cosa deve essere l’allenamento di bambini e ragazzini e che spesso gli adulti dimenticano.

Lo sport dei bambini non è il nostro perché sono diversi dagli adulti oltre che dal punto di vista fisico, anche dal punto di vista della mente e quindi delle emozioni, ma è diverso soprattutto nell’obiettivo.

L’adulto pratica sport non solo per piacere ma anche per motivi di salute, di estetica, di agonismo … il bambino gioca e basta !!!

Un professore all’università ci disse tempo fa :”Se volete capire realmente come si svolgono i più svariati movimenti nelle condizioni più diverse, andate al parco ed osservate i bambini che giocano, vedrete salti e ne apprezzerete la rincorsa, vedrete corse, lanci e giochi, capirete cosa fare”.

Far fare sport ai nostri bambini è un percorso che fa crescere più l’operatore che i bambini, perché per insegnare loro i fondamenti di uno sport oppure un esercizio coordinativo come camminare su di una trave, dobbiamo immedesimarci in loro, capire i loro bisogni, cosa vogliono fare oggi, cosa a loro piace. Bisogna raggiungere i nostri obiettivi stimolando le loro capacità, la loro libertà e sfruttando i giochi che a loro piacciono.

Si impara a camminare su di una trave dopo aver corso insieme all’indietro contando i passi a voce alta, dopo aver imparato a battere le mani stando in equilibrio su di una sola gamba, dopo aver chiesto all’istruttore “facciamo una gara, io corro tra i conetti poi salto sul materassone e tiro la palla nel cesto prima di te!”.

E’ un percorso che deve mirare ad accompagnare i nostri piccoli campioni a prendere coscienza di se, ad aver voglia di giocare con altri bimbi ed a sviluppare i loro talenti perché, diciamoci la verità solo se nasci come Usain Bolt potresti diventare Usain Bolt se trovi le persone giuste nel cammino della tua crescita.

Per far questo bisogna conoscere le fasi di crescita fisica, psicologica e neurologica, rispettarle e sapere che tutti i bimbi sono diversi, c’è chi rispetta fedelmente le tabelle di crescita, chi è più timido, chi è precoce.

Bisogna conoscere le patologie della crescita (scoliosi, dorso piatto, scapole alate, ginocchio valgo,ginocchio varo, piede cavo, piede piatto, sovrappeso ed obesità) per aiutare eventualmente la famiglia ed il nostro young champion.

La proposta dovrà essere prevalentemente ludica, con l’obiettivo di stimolare la coordinazione e la rapidità insieme alla socializzazione, sappiamo infatti che tra i 5 ed i 9 anni stimolare la forza incide in maniera blanda sul trofismo (crescita e sviluppo) muscolare, stimolare la resistenza ha scarsi risultati perché l’organismo non è pronto, mentre dopo i 10 anni si può incidere molto sulla mobilità articolare, sulla velocità e sulla resistenza alla velocità.

Tutto questo porta a evidenti benefici:

·         Corretta postura

·         Migliore scioltezza

·         Aumento della massa magra e riduzione di quella grassa

·         Corretta regolazione del senso di appetito

·         Miglioramento della circolazione del sangue

·         Miglioramento della funzione respiratoria

·         Buon controllo emotivo

·         Valida autostima

·         Buona capacità di socializzazione

In somma, lo sport ci permette di preparare i nostri bambini al loro futuro in salute fisica e psichica, purché sia il loro sport, non il nostro.

Guglielmo Formichella

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