È possibile
eseguire un squat parziale (al di sopra dei 90° di flessione del ginocchio),
uno squat parallelo (con un angolo di 90°di flessione del ginocchio) e uno
squat completo (al di sotto dei 90° di
flessione del ginocchio).
Scendere al
di sotto dei 90° comporta un maggiore intervento del muscolo grande gluteo, di
contro, tale modalità di esecuzione determina compressioni alla rotula, alla
cartilagine e ai menischi. Inoltre scendere al di sotto dei 90° di flessione
del ginocchio aumenta anche i rischi d’infortuni nel tratto lombosacrale in
quanto possono verificarsi degli stress eccessivi su dischi, legamenti e
vertebre della colonna.
Per quanto
riguarda il coinvolgimento del bicipite femorale, a livello elettromiografico,
è stato riscontrato che non c’è molta differenza tra i tre tipi di squat,
mentre i vasti, sia laterale che mediale, intervengono maggiormente nello squat
parallelo e parziale, rispetto a quello completo.
Alcuni ritengono
che l’esecuzione dello squat al multipower possa essere più sicura rispetto
allo squat libero. In realtà, oltre ad esserci un minor intervento muscolare
con una conseguente riduzione dell’efficacia di tale esercizio, si verifica
anche un notevole sovraccarico di tutte le porzioni della schiena poiché non vengono
rispettate le normali curve che, in tal modo, tendono ad appiattirsi. Più la schiena è
mantenuta dritta e più aumento i rischi di infortunio in tale zona.
L’utilizzo di rialzi, nel caso in cui non si riesca a mantenere il tallone
a terra nella fase di discesa, è da evitare. In questo caso è necessario capire il perché di
tale incapacità e risolvere la problematica.
Ercolano Debora M. PT
